Borse in caduta libera, lo spread si impenna a 230 punti

Dopo i forti ribassi della settimana scorsa, per le piazze europee è una seduta ad alta tensione: Piazza Affari ha faticato ad aprire, ma ora è in contrattazione. I ribassi arrivano oltre il 20% per i petroliferi. Greggio in calo oltre il 30% ai minimi dal 1991. Oro sopra 1.700 dollari, a top da 2012.

Le Borse europee, sulla scia del fortissimo ribasso delle piazze asiatiche, registrano cali macroscopici in una seduta ad alta tensione. Sono schiacciate dal -30% del petrolio (ai minimi dal 1991) dopo il nulla di fatto dell’Opec+ e dalla paura per la diffusione sempre più ampia del coronavirus, che ha reso necessarie le misure drastiche di contenimento varate da alcuni Paesi, tra cui l’Italia. Così, mentre qualcuno chiede la chiusura di Piazza Affari, ipotesi per il momento esclusa dai vertici di Borsa Italiana, Milano ha faticato molto ad aprire (i titoli del Ftse Mib non scambiavano per eccesso di ribasso) e, una volta partita, è arrivata a perdere anche più del 10%. A pagare il prezzo maggiore sono i petroliferi, con Eni e Saipem che arretrano più del 20%. Stesso discorso per il resto d’Europa:Parigi, Francoforte e Madrid arretrano del 6% circa, mentre Londra più dell’8%. Lo spread fra Btp e Bund schizza a 230 punti contro i 178 della settimana scorsa. Balza a 1,28% il rendimento del BTp decennale, dall’1,08% del riferimento della vigilia. Da segnalare che il rendimento del Treasury decennale americano è scivolato temporaneamente sotto lo 0,5%, registrando il calo più marcato dalla prima guerra del Golfo.

2020-03-09T10:03:12+00:00