Monaco Yacht Show 2019, le barche esposte: Made in Italy protagonista

A fine settembre, dal 25 al 28, Port Hercule ospiterà il Monaco Yacht Show, giunto quest’anno alla sua 29ma edizione. Non esiste un evento simile al mondo, una kermesse nella quale si concentrino così tante barche di lusso, anzi navi da diporto, tale da generare uno spettacolo impressionante. I turisti che affollano il Principato per respirare almeno per un giorno il lusso e l’esclusività dei suoi alberghi e delle sue vetrine, affacciati sui belvedere sopra al porto, restano letteralmente folgorati dallo spettacolo degli oltre cento superyacht, megayacht e gigayacht ormeggiati uno accanto all’altro per l’occasione, come in un gigantesco puzzle che sa di ricchezza, che proietta in chi guarda uno stile di vita da rotocalco, pieno di lustrini, fuoriserie, champagne e belle donne.

Monte Carlo e il suo Monaco Yacht Show hanno senz’altro questa capacità, oggi enfatizzata dai social e dai tanti influencer del life style presenti al boat show, capaci di portare la grande nautica anche sugli smarphone delle casalinghe di Voghera, ma al di là delle paillette, smaltita l’ebbrezza da lusso che il colpo d’occhio della rassegna genera, è importante soffermarsi sui numeri della rassegna, sul business che ruota attorno alla yachting industry dell’eccellenza che espone compatta al MYS.

Il numero delle grandi barche esposte nel 2019 dovrebbe allinearsi con la media delle ultime edizioni del MYS ovvero 122 unità a partire dai 23,80 metri di lunghezza. Le aziende che esporranno saranno invece ben 580 in rappresentanza, oltre ai cantieri, di tutta la filiera nautica internazionale: accessori, motori, designer, componentistica, servizi, ma anche toys & tender ovvero barche e battelli pneumatici o se preferite RIB, di servizio per grandi yacht.

Nell’analisi dei tabulati disponibili sul sito del MYS, partiamo proprio da quest’ultima fascia di mercato. Al momento dell’apertura del salone i tender dovrebbero arrivare a essere 53, dal più piccolo Jet Tender 14 Rb Solas esposto da Castoldi, di 4,20 metri, al BGX70 di Bluegame di che di metri ne misura 21,80. Usiamo il condizionale poiché nella lista consultabile a oggi ci sono ancora quattro modelli segnalati come TBA, cioè che devono essere confermati. Di tutti i tender, 16 modelli esposti saranno made in Italy ovvero circa il 30% del totale, in rappresentanza di 9 aziende: Bluegame, Castoldi, CNM, Dariel, LG Srl (Anvera), Naumatec, Novamarine, Sacs e Wally.

Nella lista delle 122 unità più grandi, da 23,98 dell’Arcadia Sherpa XL, fino alla regina del salone, Lurssen TIS di 111 metri, bisogna innanzi tutto specificare che non sempre si tratta di modelli nuovi, varati nel 2019, e dunque esposti in anteprima mondiale, e che buona parte delle barche meno recenti sono portate al salone monegasco dalle grandi organizzazioni specializzate nella vendita e nella charterizzazione di scafi superlusso: Bluewater, Burgess, Camper & Nicholsons International, Edmiston, Floating Life, Fraser, G-Yachts, Ocean Independence, IYC, Moran Yacht & Ship, Northrop & Johnson, Thompson Westwood & White Yachts, West Nautical, Y.Co, Yacht Moments S.L., Yachting Partners International.

Il dato più evidente è la sproporzione dei motoryacht in acqua, 113, rispetto alle barche a vela, solo nove, a sottolineare quanto il mercato dei sailing yacht in questi ultimi anni si sia contratto, almeno per ciò che riguarda le unità più grandi in metallo. C’è poi un unico catamarano, manco a dirlo a motore, presentato da Sunreef, l’80 Power.

Delle 122 navi annunciate, ben 50 sono state costruite da cantieri italiani – Admiral, Arcadia Yachts, Azimut Yachts, Benetti, Baglietto, Canados, Cantiere delle Marche, CCN, CRN, Codecasa, Columbus Yachts, Custom Line, Extra Yachts, Ferronavale, Isa Yachts, Leopard, Maiora, Monte Carlo Yachts, Ortona Navi, Overmarine, Riva, Perini Navi, Picchiotti, Rossinavi, Sanlorenzo, Tankoa Yachts – ovvero circa il 40% del totale. Se però consideriamo che nella lista delle barche iscritte al salone a oggi ci sono ancora 13 slot TBA – tutte appartenenti alla lista brokerage – allo stato dell’arte la percentuale sale ancora toccando quota 46%: così quasi una barca su due di quelle confermate al salone sarebbe italiana! Anche questo numero dà un’indicazione inequivocabile di quando il Made in Italy in questa specifica fascia di mercato sia numericamente dominante rispetto a tutte le altre cantieristiche del mondo. Se parliamo invece della lunghezza media delle barche esposte dai singoli cantieri, i marchi olandesi e tedeschi continuano a essere inequivocabilmente leader nei mega e giga yacht.

Le unità esposte al MYS 2019, varate nell’anno nautico 2019 e quindi presentate in anteprima, saranno in totale 42, mentre quella più datata risponde al nome di Dojo, costruzione Feadship del 1981, che ovviamente compare nella lista brokerage.

Per quel che riguarda il valore dei grandi yacht esposti, anche se spannometrico poiché, come detto, mancano ancora diverse unità all’appello, prendiamo per buono il dato recentemente pubblicato dai colleghi di Superyacht Times i quali hanno stimato un controvalore delle barche in acqua attorno ai 4,1 miliardi di euro, abbastanza allineata con la media delle ultime cinque edizioni del MYS che è stata di 4,2 miliardi di euro. Crescono la lunghezza media delle barche esposte, giunta a 51,8 metri, e le tonnellate di stazza media per barca, attestate a 818 GT, dati che sottolineano quanto il mercato delle navi da diporto stia crescendo in termini dimensionali.

Numeri monstre che, per altro, non tengono conto di ciò che fisicamente ruota attorno alla rassegna ovvero delle tante, tantissime barche che nei giorni del Monaco Yacht Show affollano le rade attorno a Port Hercule. Per la maggior parte sono ormeggiate lì perché legate al business dei broker e visitabili dai clienti che entrano al salone grazie a un organizzatissimo e incessante servizio navetta predisposto dalle varie agenzie e cantieri.

Altra peculiarità della rassegna monegasca, che dal 2017 occupa l’intero Port Hercule, è la quantità di eventi che si svolgono durante i quattro giorni di apertura: quest’anno l’organizzazione ne annuncia ben 150 fra conferenze stampa, presentazioni di prodotto, cocktail a bordo degli yacht, negli stand o serate private. Uno spettacolo nello spettacolo. Il Monaco Yacht Show si conferma dunque non solo il principale evento di business legato ai grandi yacht di lusso ma anche il momento focale per il mondo delle relazioni che gravita attorno al settore, capace di attrarre centinaia di media e commentatori social pratici, e migliaia di addetti ai lavori, in rappresentanza della filiera di tutto il mondo, compresi comandanti e surveyor che ne visitano le banchine talvolta al fianco dei facoltosi acquirenti.

Il Monaco Yacht Show 2019 sarà quindi un salone per tanti ma non per tutti, come sottolinea il prezzo del biglietto d’ingresso che per il singolo accesso è di 300 euro: una barriera che spingerà i turisti di giornata a continuare ad ammirare il mondo della nautica patinata solo dai belvedere del Principato

2019-10-08T12:18:25+00:00